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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 13/03/2017

All'indirizzo http://dirittofacile.diritto.it/docs/39151-anche-se-stipulato-con-una-societ-estera-il-contratto-monofirma-valido

Autore: Maria Teresa De Luca

Anche se stipulato con una società estera il contratto monofirma è valido

Anche se stipulato con una società estera il contratto monofirma è valido

Pubblicato in Diritto civile e commerciale il 13/03/2017

Autore

322 Maria Teresa De Luca

Qui la sentenza n. 2591/2017 - 3/3/2017 - Tribunale - Napoli, II Civile

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Anche se stipulato con una società estera il contratto monofirma è valido Con la sentenza n. 2591 pubblicata il 3 marzo 2017 il Tribunale di Napoli, Seconda Sezione Civile, in persona giudice del dott. Roberto Notaro, è intervenuta in tema di  validità di contratti di investimento in prodotti finanziari stipulati tra soggetti appartenenti a Stati diversi.
 
Questi i fatti.
L'attrice ha sottoscritto con le società convenute due contratti di investimento in prodotti finanziari con contestuale apertura di conti correnti in Svizzera, e, ritenendo che entrambi i contratti siano inficiati da diversi profili di nullità,  ha chiesto la condanna delle convenute stesse alla restituzione di tutte le somme versate in loro favore, oltre al risarcimento dei danni subiti.
Nel costituirsi le convenute hanno preliminarmente eccepito il difetto di giurisdizione del giudice italiano in favore di quello svizzero sulla base della Convenzione di Lugano del 2007.
Ebbene, secondo il Tribunale di Napoli, l’eccezione risulta fondata.
 
Il giudice, infatti, ritiene che nel caso de quo si possa effettivamente applicare la Convenzione di Lugano del 2007, che, nel sostituire la precedente Convenzione del 1988, ha armonizzato le sue disposizioni al contenuto della Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968.
Il Tribunale chiarisce che il fine della Convenzione è quello di potenziare nel territorio delle parti contraenti la tutela delle persone ivi residenti, mediante la determinazione della competenza dei rispettivi organi
giurisdizionali ed estende altresì alle parti contraenti i principi enunciati nel Regolamento Bruxelles I.
 
La Convenzione disciplina la competenza diretta dei giudici degli Stati da essa vincolati, il coordinamento fra giurisdizioni nel caso di competenza concorrente, le condizioni per il riconoscimento delle decisioni, e una procedura semplificata per la loro esecuzione.
In particolare, l’art. 1 della Convenzione individua l’ambito di operatività della norma, stabilendo che essa si applica in materia civile e commerciale, indipendentemente dalla natura dell'organo giurisdizionale.
 
Nel caso de quo si controverte sulla validità di contratti di investimento in prodotti finanziari stipulati tra soggetti appartenenti a Stati che hanno ratificato la Convenzione, con conseguente applicabilità delle regole di giurisdizione in essa indicate.
Secondo quanto previsto dall'art. 2 della Convenzione,  le persone domiciliate nel territorio di uno Stato vincolato dalla convenzione sono convenute, a prescindere dalla cittadinanza, davanti

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davanti ai giudici di quello Stato, ne siano esse cittadine o meno. Appare evidente che la su citata faccia riferimeno  al principio actor sequitur forum rei individuando nel domicilio del convenuto il foro di carattere generale.
 
Nel giudizio in esame entrambe le convenute sono società anonime di diritto svizzero con  sede in Lugano.
Da ciò discende che, in base alla regola generale stabilita dall’art. 2, esse devono essere convenute innanzi all’autorità giudiziaria svizzera, in quanto, il successivo articolo 3 della Convenzione stabilisce che il foro del convenuto può essere derogato solo nelle ipotesi espressamente stabilite dalla medesima normativa.
 
In virtù del fatto che ci si trova innanzi ad una deroga alla regola generale, il richiamo delle norme di competenza enunciate nella convenzione deve intendersi tassativo ed esclusivo di qualsiasi altra regola nazionale di competenza, indipendentemente dalla sua natura inderogabile nell’ordinamento interno e, pertanto, le regole della Convenzione non possono essere derogate da norme interne dell’ordinamento giuridico italiano che devono soccombere rispetto alla norma internazionale sovraordinata.
Ciò posto il Tribunale  si interroga sulla circostanza se la fattispecie sottoposta la suo vaglio configuri una delle ipotesi per le quali la Convenzione ammette la deroga al foro del convenuto.
 
Ebbene,  l’art. 5 indica una prima possibile eccezione al foro generale stabilendo che “la persona domiciliata nel territorio di uno Stato vincolato dalla presente convenzione può essere convenuta in un altro Stato vincolato dalla presente convenzione: a) in materia contrattuale, davanti al giudice del luogo in cui l'obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita; b) ai fini dell'applicazione della presente disposizione e salvo diversa convenzione, il luogo di esecuzione dell'obbligazione dedotta in giudizio è: - nel caso della prestazione di servizi, il luogo, situato in uno Stato vincolato dalla presente convenzione, in
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